ZUCCHERI SEMPLICI: UN PROBLEMA SOLO DI CHI SOFFRE DI DIABETE?

Siamo a conoscenza dello stretto rapporto tra lo stato di salute e alti livelli di glicemia e quindi di insulina.

Questo perché, quando aumenta la quantità di zuccheri nel circolo sanguigno, il pancreas secerne l’ormone insulina, il cui compito è quello di abbassare la glicemia mediante l’attivazione di processi metabolici e cellulari. Quindi il compito dell’insulina è tenere sotto controllo il livello di zuccheri nel sangue.

Quand’è che si parla di Diabete di tipo 1 e 2 :

  • Nel diabete di tipo 1, la produzione di insulina è soppressa o fortemente ridotta a causa della distruzione delle cellula del pancreas che dovrebbero produrla. In questo caso la terapia elettiva è la somministrazione giornaliera di insulina esogena e metodiche per l’attivazione del pancreas.
  • Nel diabete di tipo 2, invece, ci possono essere due casi; l’insulina è prodotto in quantità non sufficiente oppure il corpo non risponde più all’insulina prodotta ( insulino-resistenza). Questo porta il pancreas a produrne sempre di più finché l’attività pancreatica non si esaurisce e si arriva ad una situazione simile al diabete di tipo 1 , con diagnosi di diabete. La cosa positiva è che il diabete di tipo 2 è reversibile.

Fin qui non c’è nulla di nuovo, e la terapia dietetica di elezione comporta una dieta equilibrata, la riduzione o eliminazione degli zuccheri semplici nella dieta e l’aumento di attività aerobica (che aumenta la sensibilità del corpo all’insulina).

PIANO ALIMENTARE EQUILIBRATO PER PAZIENTI DIABETICI

Come si imposta un piano alimentare che ci permette di tenere sotto controllo la glicemia?

  1. ELIMINARE IL PIU’ POSSIBILE TUTTI I ZUCCHERI SEMPLICI, ovvero dolci, succhi di frutta, bevande zuccherate e creme spalmabili
  2. La colazione, deve essere ben bilanciata, ovvero contenere carboidrati complessi, proteine e possibilmente grassi buoni. Questo non solo ci aiuterà a controllare la risposta glicemica del pasto, ma darà senso di sazietà, supporterà la massa muscolare e ci fornirà più nutrienti. Quindi si dovrebbe dire addio alle colazioni con the (o latte) e fette biscottate o biscotti integrali, perché solo colazioni ad esclusiva presenza di carboidrati; meglio optare per un porridge con latte di soia proteico, magari con cereali a basso tenore di zuccheri come i fiocchi di avena, oppure per uno yogurt greco ( no 0% di grassi!!!) con noci secche e una piccola porzione di frutta, o una fetta di pane di segale con un velo di ricotta, miele e semi di chia. Sono moltissime le combinazioni che si possono realizzare, anche in base alle esigenze individuali.
  3. Facciamo molta attenzione a merende e spuntini; evitare che siano solo a base di carboidrati; se mangiamo un frutto, o un biscotto integrale, mettiamo vicino una fonte proteica
  4. Il pranzo e la cena dovrebbero essere progettati come la colazione, ovvero con carboidrati complessi, grassi buoni, proteine e con l’aggiunta di fibra (presente in verdure e legumi). La fibra alimentare aiuterà ad assorbire più lentamente i carboidrati, riducendo l’impatto del pasto sulla glicemia.
  5. Ruotate il più possibile i carboidrati, ovvero utilizzare come fonte di carboidrati complessi il riso integrale, il cuos cuos, il farro, l’orzo, la quinoa e la pasta integrale. I cereali non sono tutti uguali, alternateli anche in base ai gusti personali. Anche i legumi sono una buona fonte di carboidrati ed hanno un bassissimo indice glicemico

Infine, fate il più possibile attività aerobica, anche a bassa intensità; fare una camminata veloce, andare in bicicletta o anche andare a ballare. L’attività fisica aumenta la sensibilità del corpo all’insulina, quindi il corpo risponderà con maggior efficienza all’insulina prodotta dal pancreas e sarà più efficiente nel ridurre la glicemia dopo un pasto.

Tuttavia, anche se si è a conoscenza di questi concetti, si nota ancora un eccessivo consumo inconsapevole di zuccheri semplici nella dieta di molte persone con elevati livelli di glicemia, per due motivi:

  • probabilmente perché molti consumatori ignorano il fatto che i zuccheri semplici sono presenti in grandi quantità in alimenti “insospettabili” (sopratutto industriali, e/o pre-confezionati).Vorrei porgere un’attenzione particolare a questo discorso, ovvero che l’industria alimentare ruota fortemente intorno al consumo di questa classe di alimenti; non sto dicendo che non dobbiamo assumere mai zuccheri, in quanto fanno parte della nostra alimentazione (la quota giornaliera dovrebbe essere inferiore al 25% del totale dei carboidrati consumati, e dovrebbe essere inferiore nei diabetici), ma che dobbiamo scegliere ciò che mangiamo in maniera oculata. So che risulta difficile, perché questa classe di alimenti crea molta soddisfazione ( ovvero una scarica di dopamina, un neurotrasmettitore, che ci dà appunto questo senso di appagamento), ma dovremo pensare che gli effetti dannosi si verificheranno dopo anni.

Da nutrizionista è molto fastidioso vedere, anche nelle pubblicità in televisione, come vengano consigliati questi snack ultra zuccherati e ultra processati ( con annesse immagini di madri e figli felici), oppure che vengano sponsorizzati alimenti che “contengono solo lo 0,1 % di grassi”, ma magari hanno la stessa quantità di zucchero di un dolce da pasticceria. Essere consapevoli di quello che si sta acquistando renderà la nostra dieta più efficace; farsi consigliare da un professionista è il modo migliore per evitare anche spese inutili.

  • è ancora poco diffusa l’informazione sui reali danni apportati dallo zucchero nel nostro organismo
  1. GLI ZUCCHERI SEMPLICI DEPRIMONO IL SISTEMA IMMUNITARIO

In molti esseri viventi il glucosio serve a produrre la VITAMINA C, perché questa ha una struttura molto simile allo zucchero ( infatti a livello industriale la Vitamina C, o acido ascorbico, viene prodotta a partire dal glucosio). L’essere umano invece non riesce a produrre tale vitamina, quindi la deve necessariamente assumere dalla dieta. I nostri globuli bianchi, tra le principali cellule del sistema immunitario, hanno bisogno di concentrazioni elevate di tale Vitamina per affrontare microbi e virus.

Quindi? Dov’è il problema?

Il problema è che queste due molecole, glucosio e vitamina C, competono tra di loro nel nostro corpo; in particolare alti livelli di glucosio nel sangue impediscono alla vitamina C di entrare nelle nostre cellule.

100 gr. di zucchero ( quantità presenti in un dolce) possono sopprimere il nostro sistema immunitario fino al 75 % per molte ore.

Quindi consumare tanti zuccheri semplici, causa un malfunzionamento del sistema immunitario

Ritengo già questo abbastanza grave, ma purtroppo c’è qualcosa di ancora peggiore

  1. GLI ZUCCHERI SEMPLICI SONO IL CIBO PREFERITO DALLE CELLULE TUMORALI

Le cellula dell’organismo, sia sane che cancerose, utilizzano come fonte energetica il glucosio.

Senza entrare in complesse spiegazioni sul metabolismo cellulare, c’è da dire che le cellule sane possono ricavare energia da varie fonti ( per esempio da acidi grassi) e che utilizzano glucosio per produrre dei precursori che verranno utilizzati nei mitocondri ( piccole strutture cellulari) in un processo chiamato respirazione cellulare.

Le cellula tumorali, invece, utilizzano il glucosio in modo esclusivo, in un processo che avviene al di fuori dei mitocondri, e sembra che consumino fino a 150 volte più glucosio rispetto ad una cellula sana.

Quindi mangiare tanti zuccheri semplici, perché si ha una incontrollata voglia di dolce o per darsi un piccolo premio giornaliero, significa dare VOLONTARIAMENTE tanto nutrimento alle cellule cancerose (se presenti, ovviamente). Inoltre, alti livelli di insulina, generati da una dieta sbilanciata e , favoriscono la produzione di un fattore di crescita, IGF-1 ( insuline grow like factor), che è un “fertilizzante” per tutte le cellule, in particolare quelle tumorali. Seguire una dieta bilanciata e rinunciare a questa classe di alimenti non curerà chi purtroppo è già affetto da questa grave condizione, ma può sicuramente essere un sostegno alle terapie mediche chemioterapiche.

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